La CIPOLLA di CERTALDO

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Certaldo, incantevole borgo medievale alle porte di Firenze, non è famosa solo per aver dato i natali al grande scrittore Giovanni Boccaccio, ma anche per un prodotto della terra, profumato e dal gusto assai deciso: la cipolla di Certaldo.

“Certaldo è un castello di Val d’Elsa posto nel nostro contado… Nel quale usò un lungo tempo d’andare ogn’anno una volta, un de’ frati di Santo Antonio, il cui nome era frate Cipolla, forse non meno per lo nome che per altra divozione vedutovi volentieri, con ciò sia cosa che quel terreno produca cipolle famose per tutta la Toscana”. (Giovanni Boccaccio, Decameron, VI libro)
Ancor precedente rispetto alle visite di Frà Cipolla è l’inserimento del prezioso ortaggio nello stemma del comune, ad opera, probabilmente, dei Conti Alberti, feudatari del luogo durante il XII secolo. Lo stemma, formato da uno scudo bipartito bianco e rosso, con la cipolla troneggiante sul campo bianco, recava il motto “Per natura sono forte e dolce ancora/ e piaccio a chi sta e a chi lavora”. Probabilmente ispirato alla diffusa coltivazione della cipolla nel territorio e allo spirito forte e dolce al tempo stesso dei certaldesi. Nel 1633, i priori che governavano il paese, ritenendo forse poco nobile quello stemma, decisero di sostituirlo con un più tradizionale scudo con leone rampante. Nel 1867, con un atto del Consiglio comunale, si decise di tornare allo stemma originario.

La cipolla di Certaldo si può, quindi, considerare un elemento fondante dell’identità cittadina. Simbolo e bandiera di una civiltà contadina di antichissime tradizioni.  A Certaldo le cipolle hanno fornito spunti per ogni portata. Sono ottime in zuppa: si fanno appassire nell’olio caldo, si passano al setaccio e si aggiungono un poco di brodo vegetale e alcune patate fino a formare un crema densa. Si serve con un poco di pepe, olio e crostini di pane toscano. La cipolla di Certaldo è importante anche nella francesina, o lesso rifatto. Il muscolo di vitello, lessato e poi raffreddato, si taglia a piccoli pezzi che sono soffritti in padella con la cipolla e il pomodoro, alla fine si aggiunge il brodo per mantenere il tutto morbido. Un motivo di vanto per tutto il territorio, tanto che la Regione Toscana ha riconosciuto ufficialmente la cipolla di Certaldo come uno dei prodotti tipici tradizionali. Quale sarà il segreto per cui questa cipolla succosa, dolce e sapida è così buona e particolare solo in quest’angolo di Toscana? Forse il terreno argilloso e il clima non troppo piovoso ma umido. Fatto sta che è un piacere irrinunciabile.

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La CIPOLLA di CERTALDO

Vernaccia di San Gimignano

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Nessun vino italiano può vantare una storia lunga secoli come la Vernaccia di San Gimignano.

Alla fine del Duecento appare in Europa sulle mense dei re, dei papi, dei ricchi mercanti. E’ un vino bianco, il colore della regalità: «coppe, nappi, bacini d’oro e d’argento / Vin greco di riviera e di vernaccia» recita il poeta sangimignanese Folgòre all’inizio del Trecento. Con ogni probabilità il nome Vernaccia deriva da Vernazza, luogo d’imbarco della produzione ligure. E proprio la Vernaccia è il vino più ricercato e prezioso. Le gabelle di San Gimignano lo segnalano già nel 1276: una «salma vini de vernaccia ad mulum, soldi 3»; Salimbene de Adam lo descrive prodotto nelle Cinque Terre nel 1285, molti poeti francesi del periodo lo cantano come il vino più prezioso: «in verità, di tutti i vini è il non plus ultra» scrivono Jeofrois de Wateford e Servais Copale. Nel Trecento ottiene un successo straordinario non solo sulle tavole delle classi dominanti. La storia della letteratura riporta un crescendo di estimatori: da Cecco Angiolieri a Dante, da Boccaccio a Franco Sacchetti, dai francesi Eustache Deschamps e Jean Froissart agli inglesi John Gower e Geoffrey Chaucer. Quest’ultimo la prescrive al vecchio Januarie per affrontare la notte con la giovane sposa: «He drinkkith ypocras, clarre, and vernage / of spices hote, to encrese his corrage».

Nel 1966 è il primo vino italiano ad ottenere la Denominazione di Origine Controllata. Nel 1972 la creazione del Consorzio della Vernaccia, poi Consorzio della Denominazione San Gimignano, dà nuovo slancio alla produzione che cresce progressivamente in quantità e qualità ottenendo nel 1993 la Docg, il massimo riconoscimento della legislazione italiana vigente. Gli ultimi venti anni sono contraddistinti da un’ulteriore e generalizzata crescita della qualità del vino come dalla ricerca della salubrità del prodotto, e dalla ricerca delle caratteristiche peculiari della Vernaccia di San Gimignano attraverso la consapevolezza “antica” dei produttori di interpretare una “nuova tradizione”.

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Il Museo del vino Vernaccia di San Gimignano è un omaggio alla qualità e al prestigio del vino sangimignanese e alle sue fortune. I vini prodotti a San Gimignano sono la Vernaccia di San Gimignano DOCG, il San Gimignano Rosso DOC, il San Gimignano Rosato DOC, il San Gimignano Vin Santo DOC e diversi l’IGT Toscana per una produzione complessiva di 10 milioni di bottiglie annue; il 70% viene esportata all’estero, mentre il restante 30% viene venduto sul mercato interno.

Il Museo, progettato dall’architetto Duccio Santini e realizzato nella Villa della Rocca di Montestaffoli, punto più alto della Città da dove si abbraccia in un unico sguardo tutte le vigne del territorio, è stato realizzato dal’Amministrazione Comunale con la collaborazione del Consorzio della Denominazione, dell’Associazione Pro Loco e dell’Associazione Strada del vino Vernaccia che attualmente lo gestisce.
Il Museo propone un itinerario attraverso il vino sangimignanese. Grazie a pannelli, immagini, foto, strumenti interattivi per dialogare con enti e aziende, ma anche tramite a percezioni di tipo visivo e olfattivo, il visitatore farà un viaggio nell’essenza del vino, in uno spazio dedicato alle sensazioni: all’odore della vinaccia, alle immagini dell’uva che viene spremuta, al gorgoglìo del vino che fermenta…
I video proiettati nelle sale del museo raccontano la nascita e la storia della Vernaccia di San Gimignano, offrono un corso di degustazione e le immagini della filiera produttiva, mentre il video “Cinevino” racconta la lunga storia di San Gimignano ed il cinema da Tyron Power a Alida Valli, dai fratelli Taviani a Franco Zeffirelli.
Un museo del vino tuttavia non può che essere degustazione. Tutti i migliori vini del territorio possono essere degustati con la sapiente guida di un sommelier in grado di dare ogni informazione su tutta la filiera dalla vigna alla bottiglia e sulle caratteristiche organolettiche di ogni vino. http://www.sangimignano.com

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Vernaccia di San Gimignano

Il Duomo di San Gimignano

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San Gimignano con le sue caratteristiche torri medievali rappresenta uno dei borghi piu affascinanti d’Italia. Oggi vorrei soffermarmi sul Duomo di San Gimignano chiamato anche Collegiata di San Gimignano che vi consiglio di visitare anche all’interno.

Il Duomo di San Gimignano è senza dubbio fra i monumenti più significativi della città. Lo spazio interno della chiesa, a pianta basilicale, è ritmato da quattordici classiche colonne tuscaniche in pietra, di cui dieci di forma rotonda e quattro ottagonali. Le pareti della chiesa sono interamente coperte da affreschi che raccontano le Storie del Nuovo e del Vecchio Testamento dipinte da illustri pittori della scuola senese del XIV secolo. Sulla parete destra è possibile ammirare un ciclo di affreschi del Nuovo Testamento, capolavoro di Lippo e Federico Memmi. Si tratta di un ciclo pittorico di grande potenza evocativa e di splendore iconografico, chiaramente ispirato ai canoni di Simone Martini. Sulla parete di sinistra sono narrate le Storie del Vecchio Testamento, realizzate nel 1367 da Bartolo di Fredi. L’interno conserva inoltre le decorazioni policrome tipiche delle chiese medievali, come la magnifica volta a crociera dipinta di blu e gli intradossi delle arcate che separano le navate, decorate con un motivo a bande tipico del gusto toscano. Nel Duomo è inoltre possibile ammirare un gioiello del Rinascimento, la Cappella di Santa Fina ove hanno lavorato insieme tre artisti fiorentini di grande fama: un architetto, Giuliano da Maiano, uno scultore, Benedetto da Maiano e un pittore, Domenico Ghirlandaio. Tale capolavoro è dedicato alla santa più cara a San Gimignano la quale, colpita giovinetta da una grave malattia volle giacere per il resto dei suoi giorni su una tavola di legno che, al momento della sua morte, fiorì di viole gialle. Ogni anno, a marzo, le viole di santa Fina fioriscono rigogliose in mezzo alle dure pietre delle torri che costituiscono il celebre profilo della città medievale.

VISITE GUIDATE:
Il tuo tour all’interno del complesso museale del Duomo e della città di San Gimignano potrà essere effettuato con l’accompagnamento di guide turistiche autorizzate.

Per informazioni e prenotazioni:
Tel. +39 0577 286300
booking online
email: info@duomosangimignano.it

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Il Duomo di San Gimignano

SIENA: TREKKING URBANO 2017

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Il Trekking Urbano è un’attività che coniuga sport, arte, gusto e voglia di scoprire gli angoli più nascosti e curiosi delle città, attraverso itinerari caratterizzati da forti dislivelli del suolo e da scalinate. Si tratta di una forma di turismo “vagabonding”, libera e ricca di sorprese, adatta a tutte le età, senza un particolare allenamento preventivo. Oltre ad essere un’attività che fa bene al fisico e alla mente, il trekking urbano fa bene alle città perché permette di decongestionare le zone attraversate dai flussi turistici tradizionali, allargare il raggio delle visite alle aree più periferiche dei centri urbani e prolungare i soggiorni.

Trekking urbano alla scoperta delle fonti di Siena

Come già nella passata edizione della manifestazione, il giorno prima del Terre di Siena Ultramarathon, sabato 25 febbraio, si svolgerà un’iniziativa di trekking urbano alla scoperta delle fonti di Siena.

Due le partenze previste: alle 10.30 e alle 14.30. Durante le due ore di escursione, delle guide ambientali spiegheranno la storia delle principali fonti idriche della città, tra le quali la Fonte Gaia e la Fontebranda, accompagnando i partecipanti in un vero e proprio viaggio esplorativo attraverso il tempo che si concluderà in piazza del Mercato con una degustazione di prodotti tipici senesi. Il costo di iscrizione è di 6 euro, gratis per i bambini.

Per partecipare è necessario prenotarsi al numero 0577.271567 o tramite mail a siena@uisp.it, pagamento in loco. Non saranno accettate iscrizioni il giorno di sabato.

Per maggiori dettagli scarica il volantino

Trekking nella campagna senese con visita alle scuderie del Palio di Siena

In occasione del Terre di Siena Ultramarathon di domenica 26 febbraio, è prevista un’iniziativa di trekking guidato nelle campagne senesi con visita alle scuderie Milani, dove vivono e vengono allevati i cavalli che partecipano al Palio di Siena.

Il trekking è previsto sabato 25 febbraio con partenza alle 9 e lunghezza del percorso di circa 7 km.

Scarica il volantino  con i dettagli dell’iniziativa.

Una gara a km zero: il Terre di Siena Ultramarathon sposa il biologico

La valorizzazione del territorio è sempre stato uno dei punti di forza del Terre di Siena Ultramarathon, fin dalla sua prima edizione. Lo sarà anche nel 2017, in vista di domenica 26 febbraio, giorno fissato per lo svolgersi della terza edizione. Ancora una volta infatti saranno le aziende del circondario senese a offrire i loro prodotti per i pacchi-gara degli atleti: vino Chianti dell’azienda agricola Oliviera di Castelnuovo Berardenga (Si) e prodotti alimentari a km zero messi a disposizione da Patrizia Marzi che da sempre collabora con le aziende biologiche locali. Un’occasione in più per conoscere e premiare le eccellenze eno-gastronomiche di un territorio da sempre attento alla sua identità. E un motivo in più per iscriversi a una manifestazione che di anno in anno richiama sempre più partecipanti al via dei tre percorsi previsti: quello di 50 km, con partenza da San Gimignano, quello di 32 km, con partenza da Colle val d’Elsa e quello di 18 km, con partenza da Monteriggioni.

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SIENA: TREKKING URBANO 2017

10 POSTI SPETTACOLARI DOVE ASCOLTARE MUSICA ALL’APERTO IN TOSCANA

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La Cavea dell’Opera di Firenze, il Teatro del Silenzio di Lajatico, il Gran Teatro Puccini di Torre del Lago, l’Anfiteatro di Fiesole, il Museo Nazionale del Bargello. Scopri tutte le location più incredibili dei concerti estivi

Quando capita di ascoltare buona musica sotto un cielo stellato in luoghi suggestivi, in mezzo alla natura e alle bellezze architettoniche della Toscana spesso si tratta di serate magiche e indimenticabili, ricordi da portare nel futuro. Noi vi proponiamo un viaggio in una Toscana inedita alla scoperta di antichi teatri romani, avveniristiche architetture contemporanee, suggestive chiese sconsacrate, le piazze più belle e i musei che aprono le porte alla musica.

Firenze Music & Art Festival: piazza Santissima Annunziata, (Firenze), si trasformerà in un salotto da tremila posti a sedere per accogliere sei artisti di fama internazionale. Chi acquisterà il biglietto per un concerto potrà anche visitare gratuitamente alcuni dei monumenti accessibili dalla piazza: il Museo dell’Istituto degli Innocenti, la Mensa della Caritas, il Museo Archeologico, Palazzo Budini Gattai, la Basilica di Santissima Annunziata e l’Oratorio di San Francesco Poverino.

La Cavea dell’Opera di Firenze è una nuovissima struttura per i concerti all’aperto inaugurata nel 2012 insieme al Nuovo Teatro dell’Opera. Qui si sono tenuti negli scorsi anni live indimenticabili come quello di Morrissey, di Chris Cornell e degli Elbow solo per citarne alcuni.

L’Anfiteatro romano di Fiesole ogni anno apre le porte ai concerti dal vivo. L’Estate Fiesolana, nata nel 1947, è il più antico festival all’aperto d’Italia. Il festival è organizzato annualmente dal Comune di Fiesole. Il Teatro Romano costituisce un pezzo importantissimo della storia dello spettacolo italiano: durante quasi un secolo, dal suo prestigioso palcoscenico sono passati alcuni dei più importanti nomi del teatro, della danza, della musica e del cinema mondiali. In passato sul suo palco di legno a mezzaluna si sono esibite star del calibro di Jane Birkin, David Byrne, Robert Fripp, Gilberto Gil, Esperanza Spalding, Pat Metheny e Amadou & Mariam.

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Come ogni anno al  Gran teatro Puccini di Torre del Lago torna Il Festival Puccini: uno degli eventi più attesi della ricca vita culturale della Toscana, il più importante festival lirico d’Italia e l’unico al mondo dedicato al compositore Giacomo Puccini che si svolge ogni estate, nei mesi di luglio e agosto, proprio nei luoghi  che  ispirarono al maestro Puccini le sue immortali melodie. Tornano dal 14 luglio le grandi opere italiane: Tosca, La Boheme, Turandot, Madama Butterfly. Questa avveniristica struttura permette di godersi la musica con un punto di vista unico osservando cioè una quinta che da direttamente sul mare.

Il cortile del Museo Nazionale del Bargello a Firenze spesso nel periodo estivo ospita concerti, spettacoli di danza e di teatro.

Il Teatro del Silenzio un incredibile anfiteatro naturale immerso nelle colline di Lajatico, piccolo gioiello paesaggistico dell’entroterra Volterrano. Dopo l’eccezionale edizione del 2016 che ha visto protagonista Andrea Bocelli con lo show “Le Cirque”, in cui il tenore ha interpretato alcune tra le più famose arie d’opera in un contesto ricco di colori, straordinarie scenografie e coreografie di ballerini e performer circensi, torna anche nel 2017 il Teatro del Silenzio con la sua dodicesima edizione.
Ancora una volta, nell’incantevole scenario di Lajatico sulle colline toscane, sarà possibile vivere l’eccezionale esperienza di ascoltare dal vivo la voce del Maestro Andrea Bocelli nei luoghi dove è nato e cresciuto accompagnato come sempre da un’orchestra sinfonica, un coro e da un cast artistico di profilo internazionale. Un’occasione imperdibile per vivere la magia di una serata all’ insegna della grande musica, con il supporto di un allestimento sorprendente ed innovativo, la potenza sonora di una importante orchestra sinfonica e di uno straordinario coro.

Lucca Summer Festival nella scenografica piazza Napoleone a Lucca circondata da verdi alberi su cui si affaccia l’imponente Palazzo Ducale.  Nel 2017 il Lucca Summer Festival compie 20 anni e si prepara a tornare con un programma concerti particolarmente interessante. Il calendario completo dei concerti verrà svelato nei prossimi mesi, ma i primi headliner fanno intuire che la prossima estate potrebbe valere la pena di pianificare una capatina nella cittadina toscana più che mai: Imagine Dragons, Macklemore & Ryan Lewis, Kasabian e Green Day sono i nomi annunciati finora. La manifestazione – che negli anni ha portato in città artisti del calibro di Bob Dylan, Eric Clapton, Oasis, Alanis Morissette – si tiene abitualmente in Piazza Napoleone, ma l’eccezionalità dell’edizione 2017 potrebbe portare allo spostamento di tutti o alcuni concerti in una location ugualmente cittadina, ma capace di accogliere un numero maggiore di spettatori.

Piazza dell'Anfiteatro - Lucca, foto di Immagini e Musica di Peter

Pantheon di star anche per il Pistoia Blues Festival che si terrà nella splendida piazza Duomo dal 28 giugno al 14 luglio. Questa piazza è il centro artistico della città, un suggestivo quadro architettonico delimitato da edifici medievali: la Basilica di San Zeno, il Battistero progettato da Andrea Pisano e il Palazzo dei Vescovi.

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L’Abbazia cistercense di San Galgano a Chiusdino da secoli senza tetto è uno dei luoghi più misteriosi della Toscana. Si narra addirittura che qui San Galgano in persona intorno al 1100 abbia infisso nel terreno la sua spada allo scopo di trasformare l’arma in una croce. Nella Rotonda ancora oggi c’è un masso dalle cui fessure spuntano un’elsa e un segmento di una spada corrosa dagli anni e dalla ruggine. In passato questo luogo dove sono stati girati tra l’altro i film Nostalghia di Andrej Tarkovskij e Il paziente inglese di Anthony Minghella è stato spesso teatro di concerti di musica classica e Opere.

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Infine, vi segnaliamo anche il Teatro delle Rocce di Gavorrano straordinaria conchiglia di pietra affacciata sulla piana davanti al golfo di Follonica e la collina su cui è arroccato il paese di Gavorrano. Una  struttura teatrale all’aperto, estremamente suggestiva ed unica nel suo genere, realizzata nel 2003 nel Parco Nazionale delle Colline Metallifere, all’interno della vecchia cava di “San Rocco” dalla quale si estraeva il calcare. Qui ogni anno tra il mese di luglio e agosto si tiene il festival Teatro delle Rocce con una serie di eventi tra musica, danza, teatro in perenne trasformazione.

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10 POSTI SPETTACOLARI DOVE ASCOLTARE MUSICA ALL’APERTO IN TOSCANA

SIENA TORNA A ESSERE LA CAPITALE DEL VINO CON LA KERMESSE WINE&SIENA

Il 21 e 22 gennaio due giorni per assaporare veri e propri capolavori enogastronomici e le eccellenze enologiche italiane

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Siena torna capitale del vino con Wine&Siena la manifestazione dedicata al vino che, per l’edizione 2017, si amplierà a tutta la città. Da Palazzo Civico alle storiche sale di Rocca Salimbeni e di Palazzo Sansedoni, dall’Aula Magna di una delle più antiche università europee, alle stanze del Grand Hotel Continental, l’evento sarà diffuso con location prestigiose dedicate alle eccellenze enologiche italiane.

Torna per la seconda edizione Wine&Siena la kermesse firmata dagli ideatori del Merano Wine Festival. Saranno presenti solo produttori selezionati. L’esclusività della formula di questa manifestazione consiste nel fatto che tutti i produttori sono stati selezionati tra i vincitori degli annuali Merano WineAward e che questo evento si configura come uno dei pochi, a livello nazionale, che garantisce una selezione qualitativa di prodotti e produttori presenti.

L’evento è ideato da Gourmet’s International,  il sistema di selezione e valorizzazione di eccellenze che sta dietro al successo internazionale di manifestazioni quali il Merano WineFestival, e Confcommercio Siena.

Per informazioni:
http://www.wineandsiena.it

SIENA TORNA A ESSERE LA CAPITALE DEL VINO CON LA KERMESSE WINE&SIENA

Autunno a bordo del Treno Natura: tra borghi e sapori nelle Terre di Siena

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Avete mai provato l’emozione di viaggiare su un antico treno a vapore?Allora il Treno Natura è quello che fa per voi! Torna nelle Terre di Siena l’appuntamento con lo storico convoglio che conduce nei borghi più belli della Val d’Orcia e delle Crete, alla scoperta degli eventi enogastromici più tipici del territorio.

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Domenica 25 ottobre il Treno Natura arriva ad Asciano dove i viaggiatori potranno visitare il Museo Etrusco e partecipare al Mercatino d’Autunno, che vedrà protagonisti i prodotti di stagione del bosco: castagne e funghi. Da non perdere le due date a San Giovanni d’Asso per la rinomata Mostra mercato del Tartufo bianco che si tiene dentro il Castello e nelle vie del paese con degustazioni guidate e pranzi a tema, visite alla aziende agricole a bordo del “Bussino del Gusto” ed escursioni nel bosco insieme ai tartufai e ai loro cani. Il Treno Natura arriverà a San Giovanni d’Asso partendo domenica 8 novembre da Siena e domenica 15 novembre da Grosseto. Partenza da Grosseto anche domenica 6 dicembre: la destinazione del convoglio a vapore sarà Siena, dove si potrà partecipare al Mercato nel Campo, la rievocazione storica che porta in Piazza dl Campo i banchi di degustazione e acquisto dei prodotti tipici e del vino delle Terre di Siena.
Infine martedì 8 dicembre il Treno Natura partirà da Chiusi con Fermata ad Asciano alla volta di San Quirico d’Orcia, per partecipare alla tradizionale Festa dell’Olio.

Per il programma completo: www.terresiena.it

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Autunno a bordo del Treno Natura: tra borghi e sapori nelle Terre di Siena

MERCANTIA 13-17 LUGLIO 2016

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Nei giorni dell’abbondanza ogni anno ritorna Mercantia, è lei, la festa, che crea quei giorni! Nelle tenere notti di mezza estate, le piazze e le strade del borgo medievale di Certaldo sono ricolme di compagnie teatrali, artisti di strada, arte contemporanea, artigiani, installazioni, pubblico e buon cibo da mangiare!

Nella storia dell’umanità, da un punto di vista antropologico, i giorni dell’abbondanza nascono come rito per esorcizzare la carestia. Carestia che assume i significati più vari. Gli uomini si sono sempre fatti forza aspettando quei giorni. Nella cultura contadina erano quelli straordinari dello sposalizio e del suo banchetto nuziale, ma anche quelli rituali in cui si lavorava la carne del maiale, cibandosene in abbondanza e preparando insaccati per sfamare intere famiglie per un anno.

Il Natale, altre feste religiose o pagane, perfino i vari paradisi sono collocati nei giorni dell’abbondanza. Le stesse religioni hanno scelto un giorno della settimana da festeggiare: chi domenica o il sabato e chi il venerdì. La settimana di Pinocchio è la più abbondante di tutte perché ci sono sei giovedì e una domenica, ma il giovedì non c’è la scuola! La società ha provato a suo tempo a trasformare tutto l’anno in abbondanza con il consumismo più sfrenato e una moltitudine di merci, ma non ha funzionato e tutt’ora ne stiamo pagando il conto. Non c’è luce senza ombre, non c’è bene senza il male e solo cogliendo questa relazione si comprende il significato dei giorni dell’abbondanza.

Non c’è festa senza abbondanza e le tante, le varie proposte artistiche di Mercantia sono superiori a quelle che si possono vedere in una sola serata, questo è uno dei segreti del nostro festival, ognuno dei nostriospiti deve sentire l’emozione di essere circondato e coccolato da una moltitudine di stimoli e occasioni che danno un senso di appagamento e pienezza. Se i banchetti nuziali offrono una quantità di cibo molto superiore a quello di cui ci possiamo abbuffare, è proprio perchè è con l’abbondanza che si crea il clima della festa. La settimana è composta da sette giorni, sei lavorativi e solo uno festivo che si attende come ne Il Sabato del villaggio di Giacomo Leopardi. Tutto ciò che si protrae nel tempo perde il suo fascino e la sua eccezionalità e anche Mercantia diventerebbe noiosa se fosse Mercantia tutto l’anno.

Mercantia è: … baci e abbracci, sberleffi e capriole, arte e artigianato, vecchi muri che sorridono, leggerezza del cuore, festa della primavera e dell’abbondanza, è il sole che danza…

L’abbondanza non è solo quantità, ma anche qualità per gli spettacoli e l’artigianato che ricolmano le vie del borgo. Ogni gruppo deve abbondare nel dare e nel piacere di essere visti, perché Mercantia è anche una festa degli incontri ed è rituale che tante compagnie ritornino, più volte. Anche quest’anno ci saranno i Giardini segreti nei luoghi più austeri di Certaldo, nei sottosuoli o in spazi molto particolari, con performance che faranno invidia alla migliore sperimentazione.

Per le street band il discorso non cambia: Zastava Orkestar e Badabimbumband! Una delle immagini più straboccanti del ricco programma è l’energia e la gioia che sprigionano, sono gli spettacoli più visti e fotografati del festival, dove effettivamente c’è abbondanza, nel bene e nel male, anche di fotografi!

COME ARRIVARE:

Al borgo si accede dalle postazioni presso cui si effettua il controllo e lo strappo dei biglietti poste presso la stazione a valle della Funicolare e in via del Castello. La biglietteria è situata in Piazza Boccaccio di fronte al Municipio. Info: http://www.mercantiacertaldo.it

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MERCANTIA 13-17 LUGLIO 2016

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Siamo giunti alla 26° edizione (la più antica e longeva nel nostro Paese) che si animerà nei giorni 7-8-9-10 e 15-16-17 Luglio.

 

Il tema scelto per quest’anno è: LE ARTI, I GIOCHI, LE FESTE AL TEMPO DI DANTE. Siete tutti invitati a varcare la porta del Castello ed entrare nell’esperienza che proponiamo, promettendo solarità, cultura, divertimento e spensieratezza. La musica, la danza, l’allegria, gli spettacoli, svolti in una Monteriggioni popolata da botteghe artigiane (che ricostruiscono le attività lavorative del XIII e XIV secolo) caratterizzeranno l’andamento dell’intera festa. Spettacoli adatti a ogni tipo di pubblico, proposti in collaborazione con i migliori artisti europei di strada, in un mix formidabile e difficilmente replicabile in altri luoghi.

7 LUGLIO 2016 –  BANCHETTO AL CASTELLO

Banchetto al Castello, un magnifico prologo della festa medievale di Monteriggioni in una tra le più suggestive piazze in Italia.

Il banchetto ripercorre la storia del castello attraverso pietanze antiche, in compagnia del gruppo musicale La Giostra, di Messer Lurinetto, del Giullare Jocoso e la Dama della Luna, delle graziose danzatrici Vita Nova, del corpo dei Tamburini di Monteriggioni. menu_0

 

Una serata spensierata e in armonia, con ottime pietanze e sorprese che non mancheranno.

Ore 20.00 – Piazza Roma
Prenotazione obbligatoria entro il 6 Luglio ore 12
tel. 0577 304834 –

info@monteriggioniturismo.it

www.monteriggionimedievale.com

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SAN GIMIGNANO: APERTA AL PUBBLICO L’ANTICA CASA-TORRE CAMPATELLI

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Torre e Casa Campatelli racchiude in sé la storia millenaria di San Gimignano, borgo dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, e le vicissitudini della famiglia Campatelli che per tanti anni ne ha abitato gli ambienti. L’unica tra le famose case-torri di San Gimignano ad aver conservato intatti gli interni: una preziosa testimonianza dell’architettura medievale inglobata in un palazzo settecentesco, che fu la tipica dimora borghese nella Toscana tra Ottocento e Novecento. La piccola storia di una famiglia, con i suoi oggetti e le memorie private, che si fonde con la storia di San Gimignano, in un unico emozionante viaggio. Torre e Casa Campatelli è stata lasciata in eredità al FAI da Lydia Campatelli nel 2005.

Il nucleo originario di Torre e Casa Campatelli è una casa-torre di modello pisano che sorge alla metà del XII secolo lungo il tracciato dell’antica via Francigena, fuori dalla prima cinta muraria di San Gimignano. Parallelamente all’ascesa delle famiglie locali, che si arricchiscono con l’agricoltura, i commerci e il prestito di denaro, in questo periodo spuntano nel borgo fortificato decine e decine di torri simili a questa, secondo alcuni 49, 72 o addirittura 100. Torre Campatelli era alta in origine 11.5 metri ma fu rialzata tre volte, fino a raggiungere i 27.6 metri, altezza che tuttora conserva.

La visita a Casa Torre Campatelli inizia con un percorso multimediale per conoscere la storia di San Gimignano ed accedere, nella seconda parte della visita, al piano nobile dove è possibile muoversi liberamente tra gli arredi e gli oggetti di uso quotidiano che raccontano una storia borghese ambientata tra l’Ottocento e il Novecento.

I visitatori potranno sfogliare album fotografici e ripercorre la storia di una famiglia tra le più importanti di San Gimignano, ricca di contatti con il mondo del lavoro, della poesia, dell’arte, come dimostrano i quadri di Guido Peyron, pittore zio della donatrice.

Torre e Casa Campatelli
Via San Giovanni, 15 – San Gimignano (SI)
Tel. 0577 941419
E-mail: faicampatelli@fondoambiente.it

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SAN GIMIGNANO: APERTA AL PUBBLICO L’ANTICA CASA-TORRE CAMPATELLI