L’oro rosso di San Gimignano, storia e segreti dello Zafferano

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Le origini dello zafferano sono orientali: fin dall’antichità si coltivava in Medio Oriente, Cilicia, Grecia, Creta ed Egitto, per essere usato in medicina, per la colorazione dei tessuti, ed anche nelle pratiche di imbalsamazione egizie. Furono gli arabi, fra l’VIII e il X secolo, ad importarlo in Occidente, prima in Sicilia e in alcune regioni della Spagna.

A San Gimignano la coltivazione dello zafferano è documentata fin dal 1200 e conobbe molti usi: per la tintura della lana e dei tessuti, in medicina (come testimoniano i documenti della celebre Spezieria di Santa Fina che lo celebrano come ingrediente importante nella farmacopea dei secoli XIV-XVII, soprattutto come sonnifero e antispasmodico), e anche nella pittura. Lo zafferano ha avuto, inoltre, un ruolo di primo piano nell’economia della Città. Basti pensare che nel 1228 il Comune, obbligato a pagare debiti contratti durante l’assedio al Castello della Nera, onorò l’impegno utilizzando non solo denaro contante ma anche zafferano. E circa cinquant’anni dopo, nel 1276, proprio come per il vino Vernaccia, istituì un dazio sull’esportazione.

Un aneddoto, invece, collega al mondo dell’arte pittorica, la nascita del risotto alla milanese. Non è un’ipotesi del tutto fantasiosa quella che vede in Valerio Fiandra, alla fine del ‘400, l’antesignano dell’uso in cucina di questo ingrediente. Si dice che, nel periodo in cui dipingeva le vetrate del Duomo di Milano, avvalendosi anche dello zafferano, mentre consumava una scodella di riso, durante una pausa di lavoro, abbia provato questa ardita aggiunta. Il piatto soddisfece subito il suo palato e Valerio lo ripropose anche durante il banchetto nuziale della figlia. Giudicando a secoli di distanza, furono molti quelli che gradirono la sorprendente variante, se ancora oggi parliamo del risotto alla milanese come di uno dei piatti tipici italiani più noti e più gustosi.

Lo zafferano è una spezia che si ricava da una parte del pistillo del fiore del Crocus sativus, appartenente alla famiglia delle Iridaceae: gli stimmi (filamenti molto fini di color rosso vivo). Viene generalmente commercializzato in fili, poiché la macinazione può mascherare l’eventuale aggiunta di materiali non autentici (come il cosiddetto ‘zafferanone’, oppure la polvere di ocra). Le caratteristiche dello zafferano sono dovute principalmente a tre componenti chimiche: la crocina, alla quale si deve la colorazione; la picrocrocina, un glucoside amaro che conferisce il sapore; il safranale, responsabile dell’aroma.

Il terreno di San Gimignano è di composizione sabbiosa o sabbiosa-limosa, perfettamente adatto al Crocus sativus. In luglio si procede alla selezione dei bulbo-tuberi, attraverso l’eliminazione di quelli che presentano tracce di marciume, macchie o tagli. Il trapianto normalmente si effettua ad agosto. La raccolta avviene rigorosamente a mano, data la fragilità del pistillo che potrebbe essere danneggiato da una raccolta meccanica. Alle prime ore del mattino, quando i fiori sono ancora chiusi, nel periodo compreso fra ottobre e novembre, si procede a questa fase delicata, chiamata mondatura o sfioritura: dopo averlo raccolto, si provvede ad aprire il fiore e a prelevare la parte di colore rosso aranciato, scartando quella giallastra insieme al resto del fiore.

L’operazione successiva è l’essiccamento: gli stimmi sono disposti su reticelle o setacci, a temperatura non superiore ai 50°, tale da mantenere al meglio le caratteristiche organolettiche del prodotto. Dopo essere stati essiccati gli stimmi passano al definitivo colore rosso-brunastro e sono pronti per essere confezionati. La produzione punta senza dubbio alla qualità e non alla quantità, per il tipo di coltivazione dalla resa bassa: un chilogrammo di comune zafferano richiede circa 150.000 fiori ed è costituito da ben 450.000 filamenti!

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L’oro rosso di San Gimignano, storia e segreti dello Zafferano

PASQUA IN TOSCANA

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PASQUA NEI MUSEI DI FIRENZE

Sarà una Pasqua nel segno dell’arte e della cultura a Firenze, dove resteranno aperti in via eccezionale i principali musei durante le festività pasquali. Domenica 27 marzo e anche il giorno di Pasquetta, si potranno visitare la Galleria degli Uffizi, il Giardino di Boboli, il Museo degli Argenti, la Galleria del Costume e la Galleria dell’Accademia, dove è conservato anche il David di Michelangelo, il Museo Nazionale del Bargello e il Museo delle Cappelle Medicee. (Per prenotazioni: 055-294883).

Inoltre da giovedì 24 a martedì 29 marzo, l’Associazione Mus.e propone un ricchissimo programma di visite guidate e laboratori nei musei civici fiorentini. Sarà possibile ammirare le stanze segrete e i tesori di Palazzo Vecchio, come lo Studiolo di Francesco I de’Medici o la scala realizzata per volere di Gualtieri di Brienne e ricavata nello spessore della muraglia, o ancora partecipare a visite guidate insieme ad attori che impersonano grandi personaggi del passato come Giorgio Vasari oppure donna Isabella.

Da non perdere le visite guidate allo splendido complesso di Santa Maria Novella e al Museo del Novecento.
Per il programma completo: www.musefirenze.it

PASQUA CON BACCO

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Cantine aperte per le festività pasquali per la gioia dei wine lovers: iniziative speciali per il week end lungo in tutta la regione, da Montalcino fino a Maremma e Chianti.

Sarà una Pasqua all’insegna di Bacco quella che i wine lovers potranno trascorrere in Toscana. Numerose, infatti, le iniziative delle cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino, organizzate proprio per accogliere i migliaia di viaggiatori appassionati di vino che raggiungeranno le destinazioni toscane per il week end di Pasqua.

Pranzo di Pasqua con il Chianti Classico è quello che propone Badia a Coltibuono a Gaiole in Chianti. Degustazioni di Chianti Classico a Pasqua e Pasquetta a Fonterutoli, nello storico confine tra Firenze e Siena e anche in Maremma nella tenuta di Belguardo sono promosse dall’azienda Mazzei.

Per i viaggiatori più tecnologici amanti del turismo enogastronomico è stata ideata anche l’applicazione “Strade del Vino di Toscana”, una guida digitale che aiuterà l’enoturista nel suo viaggio alla scoperta delle bellezze culturali e delle prelibatezze culinarie della regione. Sono ben 21 gli itinerari disponibili e comprendono tutte le strade del vino della Toscana, con informazioni dettagliate sui percorsi turistici e su cosa vale la pena visitare nelle vicinanze.

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PASQUA IN TOSCANA

EQUINOZIO DI PRIMAVERA

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OGGI, CON L’EQUINOZIO, INIZIA UFFICIALMENTE LA PRIMAVERA!

La parola equinozio deriva dal latino “equus nox”, ovvero “uguale notte”. E’ il momento in cui la Natura reca un messaggio di rinnovamento e di risveglio, dopo le lunghe notti invernali. Rappresenta quindi, una sorta di capodanno. Ricordiamo anche che nella Roma antica, l’anno aveva inizio proprio nel mese di marzo, dedicato a Marte, padre dei gemelli fondatori della città.

Siete pronti ad uscire dal letargo invernale? I fiori che nasceranno trasformeranno le nostre fantasie in un vero e proprio sogno di primavera. La primavera è forse la stagione più amata, sicuramente è quella che rappresenta la vita per eccellenza, il risveglio, la rinascita dopo il freddo e il buio dell’inverno. A primavera, infatti, si ricomincia a sentir la voglia di uscire e stare all’ aria aperta, per godere delle miti temperature che, tempo permettendo, rendono piacevoli le giornate sempre più lunghe.

Il periodo primaverile, è tra i momenti migliori per visitare la Toscana: le giornate più lunghi e tiepide vi consentiranno di godere appieno la vostra vacanza.

Per un dolce risveglio di primavera vieni a scoprire un luogo unico nel cuore della Toscana: Il Corbezzolo Casa Vacanze. I colori, i profumi e la quiete della natura che avvolgono la nostra struttura, uniti alla nostra migliore accoglienza, saranno la risposta di una completa e rilassante immersione nella cultura toscana.

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EQUINOZIO DI PRIMAVERA

19 MARZO: FESTA DEL BABBO

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In Italia viene festeggiata il giorno di San Giuseppe, padre di Gesù e quindi archetipo del padre; i primi a celebrare la festa del Papà in questo giorno furono i monaci benedettini nel 1030. Di seguito anche i Servi di Maria nel 1324 e i Francescani nel 1399 seguirono questa tradizione. Nel 1621 venne estesa a tutta la Chiesa Cattolica da Gregorio XV.

In Toscana l’espressione alternativa per riferirsi alla figura paterna è diffusa fin dall’antichità. La primissima diffusione del termine “papà” divenne una sorta di questione sociale, dove i ricchi preferivano “papà”, al contrario le persone del popolo, prediligevano “babbo”, soprattutto in Toscana. Citata  anche dal sommo poeta Dante Alighieri, la parola “babbo”, una delle prime ad essere pronunciata dai bambini, ha un significato affettivo molto forte e spesso è usata per differenziare un padre qualsiasi dal proprio genitore, rimarcando il legame unico e indissolubile tra babbo e figlio.

Si usa festeggiare questa ricorrenza con dei dolcetti fritti e zuccherati: le frittelle. Di ricette ne esistono di diversi tipi, da quelle fatte con il riso a quelle ripiene di pinoli ed uvetta, ma tutte sono fritte e più buone se mangiate calde.

In Toscana non potevano mancare le sagre dedicate alle frittelle, tra cui ricordiamo quella di Bagno a Ripoli e San Donato in Collina, che vantano di una tradizione vecchia più di 30 anni ed oggi propongono anche delle varianti senza glutine (si protrarranno fino al 20 marzo, esclusivamente nei giorni di sabato e domenica). (Sagra delle Frittelle, San Donato in Collina) A Montefioralle, le donne del paese friggono quantità enormi di frittelle in una gigantesca padella, ma soltanto il giorno 19 marzo. (Sagra delle Frittelle, Montefioralle)

TANTI AUGURI A TUTTI I PAPA’

 

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19 MARZO: FESTA DEL BABBO

LA TUA PASQUA IN TOSCANA

OFFERTA SPECIALE PER PASQUA

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Non perdetevi quest’ offerta speciale per le vostre vacanze di pasqua e pasquetta nel cuore della toscana a due passi da uno dei siti storici  più caratteristici della Toscana: San Gimignano.

Tre/quattro giorni pieni di natura, storia, cultura ed odori e sapori tipici di questo magnifico territorio difficile da dimenticare!

Il vostro soggiorno indimenticabile nel caratteristico Borgo di Mommialla

Si tratta di un antico Borgo di epoca Romanica costituito da casali in muratura mista di mattoni e pietre, e dalla Chiesa di S.Frediano, risalente agli anni mille. Il centro abitato fu abbandonato e per tanto tempo è stato sommerso integralmente dalla vegetazione fino al recente ed arduo intervento di ricostruzione.

Il Borgo si trova ad un altezza di circa 300 metri sul livello del mare, su un crinale collinare toscano esposto completamente a sud che offre uno splendido panorama sulla vallata, sul parco naturale termale e sull’ antica Città Etrusca di Volterra.  Volterra, un tempo, era raggiungibile passando proprio da Mommialla, attraverso l’antica Via Volterrana, diramazione della Via Francigena, notissima strada di pellegrinaggio che attraversava tutta l’ Italia conducendo fino a Roma.

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LA TUA PASQUA IN TOSCANA

8 MARZO

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Ufficialmente creato negli Stati Uniti nel 1909, l’8 marzo, fu adottato a partire dal 1922 dall’Italia e dagli altri paesi europei, con l’obiettivo di celebrare le donne e, al tempo stesso, porre in evidenza le condizioni in cui spesso sono ancora costrette a vivere in molti paesi del mondo. Qui in Italia si usa associare alla Festa della Donna il simbolo di un fiore giallo e profumato che sboccia proprio in questi giorni, anticipando l’arrivo della primavera: la mimosa.   A Firenze, un tour guidato della città – il Tour delle Donne – celebrerà l’importanza della figura femminile nel corso della storia nel forgiare l’identità culturale e sociale della Culla del Rinascimento (8 marzo, prezzi ed info sul sito di Tre Passi per Firenze).

 

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